sabato 29 giugno 2013

COME SE TUTTI AVESSERO SMESSO DI RESPIRARE NELLO STESSO ISTANTE - CASABIANCA, ZOLA PREDOSA


COME SE TUTTI AVESSERO SMESSO DI RESPIRARE NELLO STESSO ISTANTE
a cura di Lelio Aiello
Casabianca
via Pepoli 12, Zola Predosa
dal 30/6/2013 al 20/7/2013

Domenica 30 giugno, dalle ore 19, si inaugura Come se tutti avessero smesso di respirare nello stesso istante, l'ultima mostra della stagione di Casabianca, a cura di Lelio Aiello, con interventi di Giovanni Copelli, Cuoghi Corsello, Giuseppe Locatelli, Ornaghi & Prestinari, Reynold Reynolds, Pantani-Surace.
Ciò che rimane nella nostra memoria di un progetto espositivo è l'atmosfera diffusa dagli interventi artistici. La sensazione di una temporalità sospesa e la presenza di un gesto, pervadono in un modo o nell'altro, le opere esposte in questa mostra. Difatti il titolo “Come se tutti avessero smesso di respirare nello stesso istante” presuppone l'attuazione di un gesto (smettere di respirare) e suggerisce lo spunto della dimensione che da origine alla mostra, l'unicità dell'attimo in cui qualcosa (il respiro) si ferma.

Per l'artista americano Reynold Reynolds, di adozione berlinese, il tempo gioca un ruolo fondamentale nella sua produzione di film, il video “Letzter Tag der Republik”, in un atmosfera surreale e realizzato in stop-motion, ci consegna le sorti del Palast der Republik di Berlino, la demolizione fisica e la conseguente sparizione della sua storia.
Il duo toscano Pantani-Surace, da sempre attenti a cogliere l'unicità di un attimo, con questo recente lavoro modificano il senso comune di un gesto minimo e casuale, conservano, con l'alchimia dell'argentatura, delle impronte digitali su degli specchi.
Cuoghi Corsello compiono un atto ironico e collocano un loro quadro ad olio di piccole dimensione, “Sui Simu” ritratta nell'attimo e nell'atto di bere, nello stesso punto in cui l'artista Giancarlo Norese, con altrettanta ironia, ne aveva posto un altro in una mostra precedente a Casabianca: il ritratto anonimo e kitsch di un bevitore di vino.
Giovanni Copelli, Giuseppe Locatelli e Ornaghi & Prestinari appartengono ad una generazione più giovane. Il primo si misura con una dimensione temporale ritmata da un video, dalle tonalità rosso cadmio, dove un gesto ossessivo diventa dissacrante e ironico. Locatelli tenta un collasso temporale e delega a delle lumache vive il trasporto delle sue mini-sculture di carta stagnola e colloca a terra risme di carta A4 rivestite di carta lucida.
Ornaghi e Prestinari trasformano lo spazio in un sorta di laboratorio e mettono in funzione un meccanismo che congela un frammento della loro quotidianità: l'acqua con due spazzolini da denti che un bicchiere conteneva.

Lungi dal voler esaurire entro le dinamiche espositive la complessità del tema, i lavori di questa mostra tentano di esplorare, con ironia e leggerezza, alcune logiche costruttive della dimensione della temporalità e dell'agire proprio là dove esse sembrano più instabili e incerte.